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2018 - Mi riconosco, immagine passeggera

Ho vissuto per 42 anni a Bari. Poi tutto è crollato e sono dovuto andare via. Nella mia vecchia casa sono tornato spesso, c’è ancora mia madre che vive lì e ogni volta che mi ritrovavo solo nella mia vecchia stanza, circondato dai miei ricordi di cui sono tappezzate le pareti, c’è sempre stato un momento di sospensione, scacciato dal vincolo degli impegni che sono stati la causa del mio abbandono… Oggi ritorno. Sono più vecchio e come allora e di nuovo devo ricominciare. C’è ancora mia madre, ogni giorno più rugosa, la madre amorevole che mi vede sempre come il bambino delle cui foto ha tappezzato la stanza. E ci sono ancora le mie foto. E c’è la mia immagine riflessa sulla finestra, immagine indefinita nel tempo, riflessa sulle luci della città, quella città che sento sempre distante; immagine riflessa sulle luci, tra le quali spiccano quelle con le quali sono scappato. In questo senso di vuoto e in questa indefinizione ci sono i miei soli punti fermi.